Libero dai magistrati comunisti, Silvio può dedicarsi ai problemi dell'Italia!

venerdì 26 settembre 2008

Libero dalla morsa dei magistrati comunisti, il cavaliere può occuparsi dei problemi del'Italia!

L'aveva dichiarato una volta che fù approvato il lodo Alfano (che tra l'altro è incostituzionale, come sostiene un pm in un processo a Mediset), e subito ha mantenuto le promesse.
Questi sono giorni di tensione: la questione Alitalia, la crisi economica che sta spaventando l'America, gli insegnanti e i precari in agitazione (persino i precari che dovrebbero fornire dati sui precari, eheh!assurdo!),e tutti gli altri problemi dell'Italia che conosciamo benissimo....
E lui quindi si stà dando da fare come non ha mai fatto nessuno........    forse...... 




Dall'articolo si legge che anche l'espertissima  Marina Ripa di Meana approva e spiega il comportamento del premier :"Ogni volta che ci vado il cervello mi si svuota, è come un elettrochoc. Dopo qualche giorno lì Berlusconi tornerà con le idee più chiare. Berlusconi ama molto la vita, il lusso, il bello. In questo è come noi, è femminile". 
Di sicuro si presenterà a Veronica "rimesso in forma", pronto a festeggiare lunedì i 72 anni nella nuova villa Campari che si è comprato sul lago Maggiore.

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IL GOVERNO LAVORA PER NOI! (ironico)

Non vorrei ridurre il blog ad una rassegna stampa, ma in questi giorni leggo notizie molto interessanti....

E' proprio vero che questo governo Berlusconi sta rivolendoci proprio tutti i problemi...sono proprio di un'efficacia incredibile! infatti ero preoccupatissimo per quei ministri,poverini, senza immunità...
Noi siamo Italiani! siamo un popolo generoso....e diamogliela questa immunità, su! dai! 
Tanto un'immunità in più o in meno, che cosa sarà mai?!?






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Cosa Nostra cercava di infiltrarsi nel Palermo calcio

giovedì 25 settembre 2008


Riporto un'altro articolo interessante (sempre da repubblica.it)




PALERMO - La mafia aveva sempre le poltrone in tribuna. Tutte le volte che il Palermo giocava in casa c'erano almeno 100 tra boss e picciotti. E nessuno di loro, naturalmente, pagava. I biglietti, appunto 100, divisi tra tutte le famiglie mafiose di Palermo, erano una sorta di tangente che la società doveva pagare a Cosa nostra per stare tranquilla. Ma non c'erano solo i biglietti gratis. I boss miravano anche agli appalti relativi all'indotto del Palermo Calcio e seguivano il futuro di tanti giovani calciatori che dipendevano dal loro procuratore calcistico, Giovanni Pecoraro, grande amico del mafioso Salvatore Milano, e dall'avvocato Marcello Trapani.

Le pressioni su Rino Foschi, all'epoca dei fatti direttore sportivo della società, ma anche sull'ultimo allenatore rosanero, Stefano Colantuono, sarebbero continuate fino ad alcuni mesi fa. Obiettivo: far giocare in prima squadra i giovani da loro rappresentati e tentare di cedere un giocatore, Alberto Cossentino, ad una squadra straniera per due milioni di euro, uno dei quali doveva essere diviso tra Pecoraro e Trapani. E se qualcuno frapponeva ostacoli, ecco che arrivavano immediatamente le minacce, come la testa mozzata di un capretto inviata a casa dell'ex direttore sportivo del Palermo, Rino Foschi, che in un'occasione si era rifiutato di "consigliare" al presidente della società, Maurizio Zamparini di dare degli appalti al boss Salvatore Lo Piccolo per la realizzazione di un ipermercato a Palermo.

Dalle conversazioni intercettate tra Foschi e Pecoraro emerge anche una violenta lite scoppiata tra Zamparini e Rino Foschi per la vendita di Amauri alla Juventus. E, per dimostrare che "vigilavano" sul Palermo sia Salvatore Milano che l'avvocato Trapani e Pecoraro, erano sempre allo stadio, anche per gli allenamenti. Si erano allontanati per qualche tempo nel dicembre scorso quando "Repubblica" pubblicò i loro nomi ed il loro coinvolgimento nei pizzini dei boss Lo Piccolo. Poi, quando pensavano che le acque si fossero calmate, erano rispuntati. Milano ha ripreso a frequentare dirigenti e giocatori del Palermo, l'avvocato Trapani a curare gli interessi dei giocatori della Primavera e Giovanni Pecoraro, si era trasformato anche lui in procuratore delle nuove leve calcistiche rosanero mentre il fratello Luigi (non coinvolto nell'inchiesta) è diventato allenatore degli esordienti del Palermo. Insomma tutto come prima, fino a quando la Guardia di Finanza, completate le indagini li ha spediti in galera.

A rivelare che i boss andavano gratis allo stadio ed in tribuna, sono stati gli ultimi pentiti di mafia del clan Lo Piccolo. "Mi risulta per certo che Foschi - hanno raccontato i pentiti - era in rapporti con Salvatore Milano, uomo d'onore, e si preoccupava di fare avere i biglietti per le partite del Palermo da distribuire tra le varie famiglie mafiose. Rino Foschi li dava a Milano e lui li divideva. Nell'ultimo periodo sono nati discorsi perché Milano dava pochi biglietti e quindi i Lo Piccolo si sono lamentati e gli hanno detto che tutti i biglietti che davano li doveva dividere per ogni famiglia, perché Milano ne dava soltanto dieci alla famiglia di Resuttana e dieci a quella di San Lorenzo e dopo non ne dava più a nessuno. Dopo i biglietti furono divisi tra le famiglie, cinque per ognuna. I biglietti per lo stadio non erano in omaggio, erano a titolo estorsivo, obbligatoriamente essendo che lo Stadio ricade sul territorio di San Lorenzo e Resuttana".

L'intimidazione a Foschi fu fatta, raccontano i pentiti, su incarico di Salvatore e Sandro Lo Piccolo. "Avevo preparato questo pacco su incarico dei Lo Piccolo per indurre Foschi a mantenere gli impegni assunti con Salvatore Milano per i lavori relativi alla realizzazione di un ipermercato. I Lo Piccolo avevano voluto in questo modo mandare un segnale a Foschi e a Zamparini". Il messaggio minaccioso "doveva - sottolineano però i magistrati - raggiungere Zamparini con cui, è bene dire, non sono emersi contatti di nessun genere da parte dei due indagati".

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Siciliani, che vergogna!

mercoledì 24 settembre 2008

Riporto un'articolo d Attilio Bolzoni intitolato 'La parentopoli siciliana, tra assunzioni e gratifiche' pubblicato da 'la Repubblica':


PALERMO - E' anche peggio di quando Totò spartiva il bottino fra i suoi clienti. Duecento euro a chi allevava una capra "girgentana" (agrigentina) e 500 a chi accudiva in giardino un asino pantesco (di Pantelleria), un contributo "per la lotta mondiale contro l'inquinamento" a chi viaggiava in nave, 12 euro per ogni chilo di manna tirata giù dall'albero. L'ultimo assalto alla Regione è più sfacciato. Ci sono di mezzo i parenti.

Tanti. E' così che don Raffaele sta già oscurando la fama del suo predecessore sopraffatto da una velenosa guantiera di cannoli.

E' un arrembaggio. Più fratelli e cugini e più figli. E più nipoti e più compari. Non c'è più soltanto Palermo (dove Cuffaro ha il suo quartiere generale) ma c'è anche Catania (dove il boss dei boss è Lombardo) e - chissà come - in Sicilia ci saranno pure più soldi. Quelle che tecnicamente vengono definite le "risorse della nuova programmazione" sono in sostanza 6 miliardi e mezzo di euro che pioveranno sull'isola da qui alla primavera del 2013. Alla Regione si preparano a un altro grande banchetto. Con un condottiero che pubblicamente promette rigore e regole ma poi fa sempre finta di niente.

A parole annuncia rivoluzioni nella spaventosa macchina burocratica e intanto lascia i soliti noti ai loro posti, giura di ridurre da 26 a 12 le società regionali e invece non taglia mai nulla, in nome della trasparenza sceglie come assessori due noti magistrati e poi però il suo governo scivola ancora nella vergogna dei familiari più intimi assunti per chiamata diretta. Alla muta muta - zitto zitto come si dice in Sicilia - Raffaele Lombardo è in corsa per battere tutti i record nella Sicilia delle abbuffate.

Nella Regione che per la sua Sanità spende 8,5 miliardi di euro (
il 30% in più della Finlandia, ha fatto notare a luglio la Corte dei Conti) tutto è come prima e più sconcio di prima. A pochi mesi dalla sua incoronazione il nuovo governatore sembra stia diventando un altro Cuffaro più smoderato di Cuffaro. Lo scandalo è diventato scandalo con Giuliana, la figlia di Giovanni Ilarda, il giudice che don Raffaele ha messo all'assessorato al Personale. Ma la lista di quei cognomi eccellenti assunti in Regione è infinita. Quelli che hanno una parentela molto stretta e gli altri, cognati, nuore, ex autisti, ex deputati "trombati".

Si comincia con Piero Cammarata, primogenito di Diego, sindaco di Palermo, e si finisce con una Misuraca (parlamentare di Forza Italia) e uno Scoma (assessore di Lombardo), con un Davola (ex autista di Gianfranco Micciché) e con un Mineo (figlio di un deputato regionale). Quasi tutti sono negli staff degli assessori. Come Rosanna Schifani, sorella di Renato, presidente del Senato della Repubblica. Era già dipendente della Regione, assunta per concorso nel '91, poi è stata "chiamata" dall'assessore alla Famiglia Francesco Scoma. O come Viviana Buscaglia, cugina del ministro di Grazia e Giustizia Angelino Alfano. La signora, un'"esterna", è nello staff dell'assessore all'Agricoltura Giovanni La Via. L'elenco di chi si piazza lì dentro con un cognome che conta mese dopo mese è sempre lungo.

Ogni assessore può avere 25 collaboratori fra segreteria particolare e segreteria tecnica, un terzo di loro arriva da fuori l'amministrazione. Così fan tutti. Pagando ciascuno degli 8 prescelti come dirigente 41.807 euro lordi più un'indennità di 7.747 euro e un'altra di 23.500. Come minimo, i fortunati che entrano in uno staff, portano a casa 70 mila euro. Gli uffici di gabinetto si trasformano in vere e proprie segreterie politiche.

Come quella dell'assessore ai Beni Culturali Antonello Antinoro dell'Udc. Ha chiamato vicino a sé: Giovanni Antinoro (non parente) che era l'autista di Cuffaro; Domenico Di Carlo, segretario del braccio destro di Cuffaro, Saverio Romano; Vito Raso, amico di Cuffaro; Gianni Borrelli, ex candidato Udc amico di Cuffaro e dello stesso assessore Antinoro. Lo chiamano staff ma è una tribù.

Rispetto a tutti gli altri 21 mila dipendenti regionali quelli degli staff non firmano il cartellino, hanno un rapporto solo con il loro capo - l'assessore - e tanto per gradire per gli interni un'altra indennità annua dai 7 ai 15 mila euro.

E se nei "felicissimi" di Totò Cuffaro sembrava che non ci fossero limiti al limite, l'esordio come governatore di don Raffaele è stato segnato da nuovi aumenti per 72 onorevoli su 90. Il parlamento ha voluto altre tre commissioni, altri "gettoni", altri incarichi e gratifiche da aggiungere ai 19 mila euro lordi di stipendio per ogni parlamentare. Totale delle spese in più per le tre nuove commissioni: 200 mila euro. Nelle stesse settimane del bonus per gli onorevoli, tutti i dirigenti dei vari assessorati sono stati valutati e promossi. Il minimo in "pagella" era un punteggio di 70, tutti sono andati oltre il 90. Dai 3 ai 15 mila euro in più per ogni burocrate.

"Il mio governo è già impegnato a tagliare gli sprechi", aveva solennemente giurato don Raffaele nel giorno del suo insediamento.

Numeri e nomi raccontano come sono andate le cose. A giugno il governatore aveva proclamato che avrebbe finalmente messo mano alle 25 società collegate alla Regione, 3.546 precari poi stabilizzati e in pratica tutti amici di amici, un bel po' di altri parenti di eccellenti siciliani, tutti entrati senza concorso. A luglio e a settembre ha ripetuto il proclama. Le 25 società sono sempre lì, una dependance della Regione Sicilia che conta quasi gli stessi impiegati che ha la Regione Lombardia.

Sulla carta si occupano di tutto. Trasporti. Informatizzazione. Patrimonio artistico. Qualche mese fa una società ha pubblicato un avviso per comunicare l'assunzione da parte di un'altra società di 38 ingegneri. Il nome dell'altra società è stato tenuto segreto "per motivi di privacy". Poi si è scoperto che era la Sicilia e-innovazione, una struttura che gestisce almeno 300 milioni di fondi europei e statali. Ma Lombardo non prende decisioni. Parla, parla ma non si mette mai contro nessuno. Immobile come una statua, assiste alle scorrerie nel gorgo di Palermo.



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Scene raccapriccianti!

venerdì 19 settembre 2008

Credo che questi video si commentino da soli.

Uno mostra come nello studio di Vespa i politici vengano messi sempre alle corde e tempestati di domande insidiose...
L'altro... bhe guardatevelo da soli che è meglio và...





Segnalo inoltre 2 articoli a mio parere, molto interessanti... (cliccate sulle immagini)




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Alitalia: io sto con i lavoratori!




E' pazzesco come quasi tutte le televisioni e quasi tutti i giornali stamattina cercano di riversare la colpa sulla situazione di Alitalia sui sindacati, sui lavoratori! il TG1 ieri sera li ha dipinti addirittura come i musicisti che suonano mentre il titanic affonda...
Nessuno invece ha intervistato o chiesto ai lavoratori il perchè di queste proteste...
Basta rifletterci su: se Alitalia fallisce chi ci rimette sono soprattutto i lavoratori che perdono il lavoro; allora è difficile credere che proprio i dipendenti (piloti,essistenti di volo e così via) si siano impegnati affinchè la loro società fallisse e solo per fare un dispetto al nostro presidente del consiglio Berlusconi.

L'unica colpa che hanno i dipendenti di Alitalia è essersi fidati dello psiconano, infatti nel perioso delle elezioni, quando AirFrance era sul punto di rilevare la compagnia italiana (si sarebbe sobbarcato i debiti della società, avrebbe tolto solo circa 2000 posti di lavoro e i contratti di lavoro sarebbero stati quelli di AirFrance), il nostro caro Silvio promise in tempi brevissimi (3-4 settimane, però era Marzo..) una sua cordata italiana che avrebbe risollevato Alitalia meglio di come avrebbe fatto AirFrance, il tutto per vincere le elezioni.





Riferimenti: Berlusconi su Alitalia:"proposta AirFrance irricevibile"


Ora questa prestigiosa cordata di imprenditori italia è saltata fuori molto tempo dopo (quasi fossero stati costretti...), rileverebbero la società senza i debiti (che rimarrebbero allo stato, a noi....quindi paghiamo noi, come sempre) e a quanto pare proponevano più licenziamenti e contratti di lavoro indecorosi tantè che i lavoratori preferiscono rischiare il fallimento della loro società piuttosto che accettare quei contratti....




Dopo queste considerazioni, quando accendo la tv e sento i telegiornali ed illustri opinionisti, raccontare la favoletta dei sindacati cattivi mi viene da ridere ed ho un ulteriore conferma di come l'informazione in Italia sia totalmente controllata dal potere politico...

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Meno male che ci pensa Silvio!

martedì 16 settembre 2008



Però la compagnia rimarrà in mani Italiane....e questo è veramente importante (ironico)...



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